mercoledì 13 marzo 2013

La mamma delle mimose

Se n'è andata anche lei, la ragazza di Montecitorio, la più giovane eletta nell'Assemblea Costituente.
Fu sua l'idea di usare la mimosa per l'8 marzo, in quanto fiore povero e diffuso, e la spuntò sulle violette già in uso in Francia.  L'idea le venne quando seppe che Luigi Longo, per quel giorno, intendeva regalare alle donne delle violette: lei intervenne suggerendo un fiore più povero e diffuso nelle campagne, la mimosa, che era il fiore più facile da trovare nelle campagne in primavera.



  
Teresa Mattei,“Teresita”, era l'ultima donna vivente tra le “costituenti”, simbolo di libertà intellettuale e di spirito.
 Nel 1938, durante il liceo, venne espulsa da tutte le scuole del Regno per aver fronteggiato l'insegnante di scienze che faceva propaganda antisemita, rifiutando di assistere alle lezioni in difesa della razza.
Partecipò attivamente alla lotta per la Liberazione con il nome di battaglia di partigiana Chicchi, soprattutto nelle cellule comuniste che operavano nella città di Firenze. A lei ed al suo gruppo combattente si ispirò Roberto Rossellini per l'episodio di Firenze del celebre Paisà.
Nel 1955 rifiutò la candidatura alle elezioni per la Camera dei deputati e fu cacciata dal Pci perché contraria allo stalinismo e alla linea di Togliatti. Ma lei proseguì sulla sua strada, con la lotta in favore dei diritti delle donne e dei minori. Negli anni sessanta fondò a Milano, un Centro Studi per la progettazione di nuovi servizi e prodotti per l'infanzia.
Ma il ricordo vero di Teresa Mattei dovrebbe essere soprattutto un altro: è stata lei, segretaria dell’Assemblea Costituente dove era stata eletta a 25 anni, a insistere, insieme alle altre 20 colleghe, per inserire nella Costituzione l’articolo 3, quello che prevede – almeno nominalmente – la parità: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali .È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."
Questo paese si è dimenticato di lei. Nessuna traccia sui libri di storia, solo qualcosa su Wikipedia.
Così come si è dimenticata la politica: era risultata scomoda, messa all’indice del rigido Pci postbellico, per essere rimasta incinta senza essere sposata; e poi cacciata nel ‘55 per le sue posizioni contro lo stalinismo.
Lei, nella sua lunga vita, ha fatto cose splendide: si è occupata di donne, di famiglie e di scuola. Nessuno ha mai pensato di nominarla senatore a vita, cosa che invece sono gli ultimi due costituenti ancora in vita, Giulio Andreotti ed Emilio Colombo.
Nella retorica delle celebrazioni della Resistenza si è sempre parlato di padri costituenti. Ma qualcuno si è chiesto mai chi fossero le madri della Repubblica?  
Grazie di tutto Teresita.

10 commenti:

  1. Grazie Marshall per aver condiviso questa storia bellissima e in un certo senso incredibile (donna, eletta a 25 anni alla costituente!) che testimonia di altri tempi, in cui la primavera di un mondo nuovo è sembrata possibile, salvo poi essere soffocata da un sistema diventato presto rigido, sclerotico e vecchio e che ci ha forse portati fin qua.

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  2. Non la conoscevo, ti ringrazio per il tuo post.

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  3. Grazie per questo bel post.
    Daniela

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  4. Carla Colombo14 marzo 2013 18:41

    Donne così oggi sono un'utopia...oggi. Donne coraggiose e dedite a sani valori e principi ben saldi di solidarietà.
    Ci meravigliamo che nessuno si ricordi di Lei...siamo o non siamo alla fine in una società maschilista?

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  5. Hai ragione da vendere. Io la notizia non l'ho nemmeno sentita!
    Purtroppo siamo messi ancora come nel medio evo. le donne fanno paura e sono considerate ancora delle streghe da tenere lontane dai luoghi di legge.
    Sarebbe bello che invece si cominciasse a parlarne, ma questo deve partire anche dalle donne che ci sono adesso in politica, perchè se non da loro da chi?Forse è anche per questo che non si va avanti.
    Grazie per aver divulgato questa notizia che proprio non sapevo.
    buona giornata
    sabrina

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  6. Bellissimo post, grazie!!
    Anch'io non conoscevo questa donna così coraggiosa ed importante e di cui nessuno parla...e sì che sarebbe proprio un esempio per tutte, da prendere come modello!
    Un abbraccio
    Carmen

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  7. Grazie Marshall, per questo post, bello e interessante. Hai fatto molto bene a ricordare questa importante figura di donna, sconosciuta ai più. Spiace che la su scomparsa sia passata del tutto inosservata ai media, o tutt'al più ricordata con un misero trafiletto (ed è proprio da un trafiletto che ho appreso ella sua morte).

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  8. Così come le nostre famiglie, probabilmente anche lo stato avrebbe bisogno di una guida di tipo matriarcale, chissà...... Teresa Mattei è stata solo un buon inizio. Ciao

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  9. Mi ha fatto piacere che sia stata ricordata oggi, nel suo discorso, dal nuovo presidente del Senato.

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