domenica 20 giugno 2010

Le principesse tristi




Può la principessa indossare una corona di legno?
Perchè sono tristi? Tutte tristi?
La risposta abita nei loro occhi: cosa stanno guardando?


Le principesse tristi vivono l'istante mancato:
un dolore che in alcuni casi non è ancora antico, ma appena suscitato nell'anima:
in altri sguardi invece il dolore si è mutato in silenzio,
resa, tempo infinito
che scava nel legno come ogni ferita invisibile.

Guardare le principesse, scoprire cosa cercano è un modo per avvicinarsi ai dipinti: il legno si fa metafora, prima ancora che il segno lo tocchi. L'essenza stessa del legno racconta l'habitat dove lo sguardo della principessa prende vita: sono ciglia, lacrime, pupille. Sono cenni che nascono dai nodi, dalle pieghe del legno. E' come dipingere un dipinto, la tela porta con sè già il segno di ciò che accadrà. 
Alessia Bussini      Personale

9 commenti:

  1. Queste immagini sembrano delle apparizioni che affiorano direttamente dal legno, sono notevoli l'occhio "trafitto" dalla venatura e il volto della quinta fotografia. Complimenti all'artista.

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  2. Anche a me è piaciuto molto l'occhio e anche le mani. Bella l'idea di lasciare al legno l'espressione da interpretare. Mi hanno comunicato la sensazione di voler diventare legno e viceversa voler diventare umano, come se ci fosse un dialogo tra il legno e la sua creatrice. Ciao pia

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  3. Una tecnica molto particolare, è vero, come dice Giada, sembra che le immagini affiorino direttamente da legno! Gli occhi parlano!

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  4. Veramente penetranti questi lavori...complimenti

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  5. Sei Geniale!!!!

    Ho poco tempo e ho dato un'occhiata al tuo blog.. idee originali , innovative .. complimenti ^_^

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  6. Sono bellissime queste pitture su legno, trasmettono forti emozioni.

    Gabriella

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  7. Bè, ragazze, che dire? Ringrazio a nome dell'autrice!!!

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  8. A tutti, grazie! E' sempre una grande risorsa il pubblico che osserva i propri lavori, perchè spesso l'artista teme di dipingere un diario incomprensibile se non a se stesso. Ciò che davvero mi interessa è scoprire che il mio lavoro vibra sulle corde di chi lo guarda, poichè una volta che l'opera è fatta non è più mia ma vostra! Grazie, Alessia Bussini

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