martedì 30 aprile 2013

Silica Gel


Innanzitutto, che cos’è il Silica gel?  


Chiariamo subito che non è un prodotto tossico, ma è un disidratante di sintesi ottenuto chimicamente (biossido di silicio). Per fare un esempio, il cloruro di calcio è forse il miglior materiale disidratante me è al tempo stesso molto corrosivo e può provocare gravissime ustioni chimiche sulla pelle. Il gel di silice (o silica gel) ha un'ottima capacità di assorbimento e i granuli disidratanti vengono utilizzati per combattere l'umidità e proteggere i prodotti  durante stoccaggio e trasporto. 

I prodotti che utilizzano bustine con questo materiale sono:


Prodotti in pelle, cuoio ecc.
Imballaggi alimentari
Integratori alimentari
Prodotti farmaceutici
Apparecchiature ottiche
Apparecchiature mediche


Detto questo, e considerato che tutto quello che viene gettato diventa rifiuto, avete mai pensato che questi sacchettini che troviamo nelle scatole delle scarpe o nelle borse possano essere riutilizzati?
Occorre precisare che le bustine devono essere rigenerate per essere efficaci, ma non possono essere rigenerate all'infinito: superato un certo numero di cicli il materiale perde le sue capacità di assorbimento e deve necessariamente essere smaltito. 

                     Come si rigenerano le bustine di silica gel?   
               
          C'è un solo modo: con il forno a microonde.

Il forno elettrico può essere utilizzato con bustine di formato molto piccolo (circa 5 grammi), ma non oltre.
La temperatura del forno deve essere mantenuta entro gli 80°.
E' da rilevare però che in forno a microonde bastano 7-8 minuti per una bustina da 240 grammi, col forno elettrico ci vuole molto di più.

Come riutilizziamo le bustine di silica gel?
                                           Ecco alcuni usi.


Si può riutilizzare negli armadi, collocati sul fondo, sopra il coperchio di una vecchia scatola di scarpe.

Per proteggere dall’umidità macchine fotografiche, videocamere, playstation ecc.



Collocato in vaschette sopra i davanzali delle finestre, assorbono l’umidità ed impediscono la formazione della muffa.

Quando riponiamo le valigie  ricordiamo che un sacchettino di gel di silice al loro interno le protegge da muffe,cattivi odori e aiuta a conservarle meglio.


Per proteggere i semi da piantare mantenendoli in ottime condizioni, pronti per la messa a dimora nel terreno.



Dentro scarpe e stivali per eliminare i batteri ed il cattivo odore.

Per essiccare i fiori posizionati all'interno di un contenitore vuoto.




In molti casi può rivelarsi un prezioso alleato: usiamolo fino all'ultimo prima di buttarlo!




venerdì 12 aprile 2013

Si, viaggiare!

Sempre rimanendo nel tema del riuso dei materiali, mi sono ritrovata tra le mani una vecchia cartina stradale d'Italia, di quelle che si richiudono a ventaglio. Era proprio vecchia, in certe parti rotta e bucata e ho deciso per utilizzarla per farne una collana. Ma non una collana qualsiasi: una collana- viaggio!

SI, VIAGGIARE!

Viaggiare, attraversare l'Italia con la fantasia, attraverso una collana che unisca idealmente il nord al sud.



Con l'ausilio di un cartoncino resistente ho realizzato le parti quadrate, ricoperte poi con le parti sane della cartina stradale che, da nord a sud, rappresentano i maggiori centri urbani: Milano, Firenze, Roma, Napoli....






Ho intercalato con perle di vetro (anche queste recuperate da varie collane che mi portano da riparare o riammodernare) e bottoni.


Per le perle ho scelto il verde di cui l'italia è ricca, anche se i centri urbani  se ne sono mangiati una grossa fetta.....


Il rosso che mi ricorda le strade evidenziate nelle cartine stradali
e il nero, che è l'inchiostro di stampa per eccellenza




Si, viaggiare.....perchè l'Italia è bella!


Le cartine che fanno da sfondo fanno parte dell'Atlante Geografico Moderno 
anno di stampa 1921.


Con questo post partecipo al Contest del Blog Mo-stracci
Paper Recycling Project




giovedì 28 marzo 2013

Le Filastrocche


Da dove arrivano le filastrocche? Le loro radici sono nella tradizione culturale dei popoli e costituiscono, forse, la forma poetica più semplice e antica. Sono il risultato dell'elaborazione comune della gente, non hanno un autore. Nell'ambito familiare le persone recitavano le filastrocche, le nonne le raccontavano ai nipotini che a loro volta le imparavano e poteva capitare che subissero trasformazioni nel contenuto e nel ritmo. Fin dai tempi più antichi servivano a scopi precisi: c'erano filastrocche per giocare, per far addormentare i bimbi, per farli smettere di piangere. Ma ce n'erano alcune che servivano solo a giocare con i suoni e divertirsi con le parole. Una volta erano strettamente in dialetto e tramandate oralmente. Questa è una delle più lunghe che io ricordi, se ne conoscete una versione differente me lo fate sapere?






La gatta staccia buratta

Staccia buratta
Martino della gatta
la gatta va al mulino 
a fare un focaccino
suonò un mezzogiorno
il pane è cotto in forno
il pane nel paniere 
il vino nel bicchiere
Cèco l'ha bevuto
suonami l'imbuto
suonamelo bene
c'è un bambino che viene
viene da Roma
porta una corona
dora d'argento
che costa millecento
centocinquanta
tutto il mondo canta
canta il gallo
risponde la gallina
la donna franceschina
s'affaccia alla finestra
con la corona in testa.
Passan tre fanti
con tre cavalli bianchi
bianca la sella
bianca la gonnella
bianco il girasole
viene un po' di sole
sole solicello
mi cascò l'anello
pesca e ripesca
pescai un pesciolino
vestito da turchino
lo buttai sotto banco
il banco era rotto
sotto c'era un pozzo
il pozzo era stretto
sotto c'era un letto
letto misfatto
sotto c'era un gatto
un gatto in camicia
si scoppia dalle risa
il cane per la via
buonanotte signoria.


mercoledì 13 marzo 2013

La mamma delle mimose

Se n'è andata anche lei, la ragazza di Montecitorio, la più giovane eletta nell'Assemblea Costituente.
Fu sua l'idea di usare la mimosa per l'8 marzo, in quanto fiore povero e diffuso, e la spuntò sulle violette già in uso in Francia.  L'idea le venne quando seppe che Luigi Longo, per quel giorno, intendeva regalare alle donne delle violette: lei intervenne suggerendo un fiore più povero e diffuso nelle campagne, la mimosa, che era il fiore più facile da trovare nelle campagne in primavera.



  
Teresa Mattei,“Teresita”, era l'ultima donna vivente tra le “costituenti”, simbolo di libertà intellettuale e di spirito.
 Nel 1938, durante il liceo, venne espulsa da tutte le scuole del Regno per aver fronteggiato l'insegnante di scienze che faceva propaganda antisemita, rifiutando di assistere alle lezioni in difesa della razza.
Partecipò attivamente alla lotta per la Liberazione con il nome di battaglia di partigiana Chicchi, soprattutto nelle cellule comuniste che operavano nella città di Firenze. A lei ed al suo gruppo combattente si ispirò Roberto Rossellini per l'episodio di Firenze del celebre Paisà.
Nel 1955 rifiutò la candidatura alle elezioni per la Camera dei deputati e fu cacciata dal Pci perché contraria allo stalinismo e alla linea di Togliatti. Ma lei proseguì sulla sua strada, con la lotta in favore dei diritti delle donne e dei minori. Negli anni sessanta fondò a Milano, un Centro Studi per la progettazione di nuovi servizi e prodotti per l'infanzia.
Ma il ricordo vero di Teresa Mattei dovrebbe essere soprattutto un altro: è stata lei, segretaria dell’Assemblea Costituente dove era stata eletta a 25 anni, a insistere, insieme alle altre 20 colleghe, per inserire nella Costituzione l’articolo 3, quello che prevede – almeno nominalmente – la parità: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali .È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."
Questo paese si è dimenticato di lei. Nessuna traccia sui libri di storia, solo qualcosa su Wikipedia.
Così come si è dimenticata la politica: era risultata scomoda, messa all’indice del rigido Pci postbellico, per essere rimasta incinta senza essere sposata; e poi cacciata nel ‘55 per le sue posizioni contro lo stalinismo.
Lei, nella sua lunga vita, ha fatto cose splendide: si è occupata di donne, di famiglie e di scuola. Nessuno ha mai pensato di nominarla senatore a vita, cosa che invece sono gli ultimi due costituenti ancora in vita, Giulio Andreotti ed Emilio Colombo.
Nella retorica delle celebrazioni della Resistenza si è sempre parlato di padri costituenti. Ma qualcuno si è chiesto mai chi fossero le madri della Repubblica?  
Grazie di tutto Teresita.

lunedì 4 marzo 2013

Guerrilla knitting in my town

Lo conoscete? 
Guerrilla knitting è un movimento che nasce in America nel 2004, contro il grigiore delle città e con il fine di decorare i quartieri cementificati e anonimi, in cui i cittadini si trovano ogni giorno a transitare distrattamente.  Si potrebbe definire una forma collettiva e anonima di riappropriazione e riqualificazione degli scenari urbani da parte dei cittadini.
Con che cosa?

 Con filati colorati, maglia e uncinetto. 

Perchè ve ne parlo?

Perchè quest'anno anche il mio paese è stato contagiato da questa sorta di street art delle donne, che con filati irresistibili  hanno sferruzzato dei capolavori a strisce, a quadrotti, circolari e a forma di fiore.
Questa iniziativa parte dalla Giornata Internazionale della Donna; ma quest'anno l'Amministrazione Comunale  ha deciso di dedicare tutto il mese di Marzo alla Donna con numerose iniziative tra cui spicca Guerrilla Knitting.

Potevo rifiutare di partecipare??

Assolutamente no. E allora al lavoro!

Grazie all'abilità di numerose mani, con la lana e il cotone sono stati realizzati molti lavori a maglia e uncinetto, che sono poi stati assemblati per andare a ricoprire arredi urbani e alberi.  



Momenti di sferruzzamento collettivo in biblioteca, si preparano i quadrotti. E' anche un bel modo per socializzare......



Terminato il lavoro di preparazione, un manipolo di temerarie si ritrovano alle prime luci dell'alba di marzo per posizionare i pezzi sferruzzati

........... entrano in azione, prima che le luci del giorno facciano capolino

in modo che i concittadini possano, al loro risveglio, trovarsi di fronte ad una delle loro sorprese.


Piano piano la luce del giorno avanza e la piazza comincia a prendere colore


Bardati di decorazioni surreali, gli arredi urbani colpiscono e rallegrano anche i più cinici.





E’ così che nel freddo di fine inverno il tronco di un albero spoglio viene avvolto e riscaldato dai colori

Piccoli e grandi esempi di creatività, sintomo di un desiderio di buonumore e di una voglia di fare che non muore mai. 


Qui finisce il mio reportage, ma lascio
Una rosa per tutte le donne! 




mercoledì 20 febbraio 2013

Allu-flor

Da ben più di qualche anno, accanto alle classiche scatolette di tonno sono comparse sul mercato anche alcune proposte di piatti pronti, indicate genericamente come insalate pronte, il cui ingrediente base è quasi sempre il tonno (non a caso le case produttrici sono anche le principali aziende che producono scatolette di tonno) e si combinano a verdure, legumi, olive. Non mi piacciono, ma ammetto che lo studente di casa non può mangiare panini tutti i giorni e allora una insalata pronta ogni tanto ci sta, visto che oltretutto incontra il suo gusto. 
Perchè ve ne parlo?
Perchè queste insalate pronte sono contenute in vaschette d'alluminio e buttarle mi spiace, anche se l'alluminio viene riciclato. Così ho pensato a come potevo riutilizzarlo.




Le vaschette di cui parlo sono queste


Ho disegnato un cerchio e ho diviso il suo interno in segmenti che diventeranno i petali del fiore

Ho poi tagliato in pezzi da 20 cm del filo d'alluminio, arrotolandolo su se stesso su un solo lato.



Ho ritagliato i petali e gli ho dato una leggera bombatura con le dita, dandogli la forma di un fiore....



......e ho avvicinato i petali per chiuderlo un pò



Ho sistemato una perla rossa all'interno, per dare una nota di colore che ricordasse il bocciolo.


Ho poi legato il fiore al gambo et voilà...........


ne ho fatto un mazzetto
che è andato a decorare un angolo della mia casa.



Non contenta ho provato ad arrotolare il gambo di qualche fiore e ne ho fatto dei portatovaglioli, 
che userò quando avrò ospiti. 


Che ne dite? Io li trovo essenziali ma eleganti, chi lo direbbe che erano contenitori di insalate pronte??




lunedì 4 febbraio 2013

Le gattine "della ferrovia"

Mi sembra doveroso un aggiornamento sulle gattine "della ferrovia", in tanti me l'avete chiesto.
Sono cresciute, hanno conquistato gli spazi della casa, a modo loro si sono anche abituate agli "umani"; la pelosona continua a non miagolare e a essere introversa, detesta essere presa in braccio, anzi non si riesce proprio a prenderla in braccio! La nostra impressione è che lei si senta prigioniera, temo sia il ricordo delle esperienze passate, perchè i primi tempi in cui entrava in casa a curiosare, al momento di uscire trovava poi la porta di casa chiusa (hai voglia a spiegare a un gatto che a gennaio non c'è la stessa temperatura di settembre) tentava in tutti i modi di aprirla con le unghie, grattando e tirando come una pazza, poi un pò alla volta ha capito che nessuno voleva rinchiuderla e si è un pò tranquillizzata. Ma per circa un mese, tutte le volte che entrava, stava con gli occhi fissi sulla porta per essere certa che ci fosse uno spiraglio di apertura. Ogni tanto fa "Mrrrrrrr"- è la sua espressione di massimo gradimento!- adora essere spazzolata, ma non ti devi azzardare ad avvicinare la mano per accarezzarla: la reazione è la fuga, deve essere lei a venire da te.
E' sempre molto delicata nel tocco, difficilmente tira fuori le unghie, se cerchi di accarezzarla si appiattisce sul pavimento ad effetto sogliola: insomma, i traumi non si superano facilmente.
L'altra a pelo raso invece è una coccolona che ti salta in braccio, miagola sempre, nel senso che è una gran chiacchierona, è molto vivace e sveglia, ha certi artigli che sembrano quelli di un orso. Quando gioca ti si avvinghia alla mano e ti lascia i segni, anche se ora ha imparato che non deve affondare unghie e denti! E' furba e curiosa, sa benissimo quali sono i posti che non sono consentiti e aspetta che tu giri gli occhi dall'altra parte......zac! lei  è già partita all'avventura! Va spesso tenuta d'occhio, ha il vizio di andare a sfilare le spine degli apparecchi elettrici dalla loro presa, prende il filo tra i denti e tira, tira, tira finchè la spina non esce. E visto che tra spina e presa passa la corrente devo tenere tutti gli apparecchi di casa con le spine staccate.
Questo è il resoconto fino a qualche giorno fa, ora la situazione è nuovamente cambiata. 
Ho dovuto portarle dal veterinario per  la sterilizzazione, attorno a casa cominciavano a girare troppi gatti e anche loro cominciavano a dare qualche segno di interessamento. Ho cercato di allungare i tempi il più possibile perchè non volevo causare loro brutti ricordi; già metterle nel trasportino è stato un problema, erano terrorizzate, mi avranno presa per Barbablù. Quando sono arrivata dal veterinario sono stata tentata di fare dietrofront, poi mi sono imposta di andare avanti.Vi garantisco che non ho dormito per due notti, continuavo a vedermi davanti i loro sguardi spaventati (so benissimo che qualcuno penserà che sono scema e non ho altro da pensare con tutti i problemi che ci sono, ma ognuno ha le proprie sensibilità), poi finalmente sono potuta tornata a riprenderle. Abbiamo dovuto aspettare più di 1 ora perchè  non si volevano lasciare prendere dal veterinario, alla fine mi ha fatto entrare per vedere se riuscivo a calmarle. La pelosa, che è quella che ha più paura, si era già infilata nel trasportino, ma l'altra era lì, terrorizzata ma pronta a dare battaglia con le unghie e con i denti. Quando l'ho chiamata.......ho visto le pupille dilatarsi a dismisura, paura, incertezza -ma è proprio lei??- incredulità, speranza, metteteci tutte queste emozioni assieme e avrete un'idea di cosa deve aver provato. L'altra non si è mossa, ma dalle fessure  vedevo gli occhi che mi fissavano increduli e speranzosi. Alla fine è entrata nel trasportino e me le sono riportate a casa. Mi aspettavo diffidenza da parte loro, le avevo portate via forzatamente da una vita che sembrava essersi stabilizzata. E invece........da quando è tornata la guerrigliera sta sempre in braccio o vicino a qualcuno di noi, ronfando a più non posso, se appena può si infila sotto il braccio in modo da averlo attorno, quasi  in cerca di protezione. Delle due è la più provata. La pelosona in braccio non viene, ma ha preso a strofinarsi sulle gambe e rotolarsi sui piedi, anche lei ronfando. E quando allunghi la mano per accarezzarla non scappa più, anzi ci si appoggia sopra. Se ci spostiamo nei locali ci segue e oggi ha fatto ben due tentativi di miagolio.......povera, ha una vocina che quasi neanche si sente.

E queste sono le mie gattine.



Dobbiamo stare vicine vicine


Il divano è mio e mi ci rotolo come voglio io!

Miaoooo!