Eh, lo so cosa state pensando........ma non è l'inizio di un racconto hard!
Delusi?
Suvvia......Leggete e qualcosa d'interessante troverete!
Comincio col dirvi che quest’anno in Italia sono stati 5 milioni gli abeti veri che hanno lasciato
i vivai per entrare nelle nostre case. Ogni anno, alle soglie del Natale, ci
si ritrova a dover scegliere se mettere in casa un abete vero oppure una
versione artificiale dell’albero simbolo delle feste per eccellenza.
Entrambe le opzioni hanno
pro e contro, vediamo quali.
Gli alberi artificiali
sono fatti di PVC (cloruro di polivinile), un materiale plastico derivato dal
petrolio che può contenere piombo: per la loro produzione vengono impiegate
molte risorse (petrolio, acqua, carburante per il trasporto) e impiega
almeno 200 anni per disgregarsi. L'80% di essi è fabbricato in Cina, dove la maggior
fonte di energia elettrica è ancora il carbone, uno dei combustibili più
"sporchi". Sebbene siano riutilizzabili, gli alberi artificiali hanno
comunque una vita media molto bassa: le statistiche dicono che in media una
famiglia lo usa per cinque-sei anni, poi viene buttato nella spazzatura. Così
l'albero finisce in discarica, e lì rimane, visto che non è biodegradabile.
Gli alberi veri, per contrasto, sono completamente riciclabili. Per ogni albero
venduto, altri nove vengono lasciati crescere fino all'altezza giusta. Fino al
momento in cui dovrà essere tagliato, l'albero contribuisce a purificare l'aria
e le falde acquifere, a stabilizzare il suolo e a fornire un habitat a uccelli,
mammiferi e insetti.
Se ritenete che l'opzione più ecologica sia
quella di comprare alberi ancora vivi, dotati di radici, vi garantirete acquisti
rispettosi dell’ambiente ed eviterete rischi fitosanitari ricordandovi di verificare la presenza dell’etichetta con l’indicazione dell’azienda di provenienza
che attesta l’iscrizione nell’apposito registro (la coltivazione degli alberi
naturali è un’attività regolamentata dal Corpo Forestale dello Stato e svolta
in vivai situati in terreni ad essa dedicati).
Ma quando le
feste son finite e l’albero è ormai spento che fine fa?
Se è
sintetico può essere riposto in cantina, pronto ad essere riutilizzato l’anno
successivo, ma se è naturale, ed è stato tagliato, allora ci si trova di fronte
alla difficoltà di smaltirlo correttamente.
Cosa fare
allora dell’abete che ha rallegrato le nostre feste?
C’è chi lo
ripianta altrove o lo restituisce al vivaio in cui l’ha acquistato, chi lo
utilizza per creare compost e chi prova a tenerlo come pianta
ornamentale sul proprio balcone o terrazzo (!!!). Facciamo qualche esempio: l’abete
rosso, se potesse vivere e crescere come piace a lui starebbe in montagna tra i 1.000 e i 2.300 metri di quota e allargherebbe le sue radici in orizzontale. Il pino, invece, cerca acqua in profondità e avrà
la radice espansa in verticale. Non è proprio il caso di tenerli sul balcone!
E se
abitiamo in una zona dal clima poco adatto alla crescita di pini e abeti che
facciamo?
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La cosa
più logica sarebbe di acquistare alberi o arbusti di specie autoctone della
zona di residenza, con
radici o vaso o un involucro di contenimento ottimale
delle radici, in modo da mantenere umido l’interno,
per poi aver cura di
ripiantarlo a gennaio in campagna, in giardino, in un parco cittadino.
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Potrebbe diventerebbe
una grande opportunità di rimboschimento partecipato!
Ma se non sappiamo
che fare ecco che in alcune città ci sono iniziative al riguardo: se abitate a
Roma dal 7 al 16 gennaio l’Ama provvederà gratuitamente alla raccolta di abeti
natalizi: verranno selezionati gli alberi idonei ad essere ripiantati, tutti
gli altri verranno trasformati in materiale organico.
Anche a
Torino è prevista un’iniziativa analoga: ‘Non buttate via l’albero di Natale‘. Le piante verranno raccolte
dal 9 al 14 gennaio e quelle selezionate saranno ripiantate all’interno del
vivaio pubblico dove i cittadini potranno curarle aiutati dai giardinieri
comunali. Altri abeti saranno poi destinati a diverse aree verdi della città
mentre quelli non idonei al rimboscamento saranno utilizzati come materiale
organico che contribuirà a far vivere in buona salute altre piante.
A Trento, in alcune giornate destinate alla raccolta, gli abeti potranno essere
portati nei centri appositi.
Se non
risiedete in nessuna di queste città potete rivolgetevi al comune di
appartenenza per avere informazioni.
C'è però una novità: l'idea venuta a un giovane agricoltore francese che ha
pensato di noleggiare alberi in vaso consegnandoli direttamente a casa. E dopo il 6 gennaio passa a ritirarli. In questo modo pini e abeti non subiscono
lo shock dell'invasamento e hanno molte più possibilità di sopravvivere bene anche
in un appartamento. "Tre quarti dei cinque milioni di pini venduti in
Francia ogni Natale muoiono e finiscono nella pattumiera e quindi non possono
essere riutilizzati, neppure per fare compost per il terreno. Per questo ho
pensato di affittare gli alberi in vaso, in modo da rimetterli sul mercato per
4 o 5 anni e poi piantarli a terra per il rimboschimento del territorio".
Che ne dite, carina l’idea no?





